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L’Oratorio barocco di San Rocco e la bottega dei Carracci a Bologna

L'Oratorio di San Rocco, posto al piano superiore dell’omonima Chiesa in Via Calari 4/2, in fondo a Via del Pratello, oggi è sede del Circolo Culturale lirico Bolognese. Le sue origini sono legate ad un episodio di “nera” bolognese, ovvero l'uccisione di Annibale Bentivoglio nel 1445 e la conseguente fuga dei congiurati dalla Porta del Pratello, aperta sulla la terza cerchia muraria di Bologna. Secondo la tradizione, dopo tale fuga la porta viene murata ed al suo posto dipinta, in segno di pace, una immagine miracolosa della Madonna col Bambino (ora scomparsa), detta della Misericordia. All’inizio del Cinquecento, un gruppo di devoti a quella immagine si unisce per costituire la Compagnia maschile di Santa Maria della Pietà e di San Rocco (1516), una Confraternita sorta in onore del Santo protettore e guaritore dei malati di peste, autorizzata a raccogliere fondi per costruire una propria Chiesetta a ridosso delle mura cittadine, poi ampliata nel corso degli anni. La Confraternita di San Rocco rientrava in una struttura più ampia, un gruppo di trentatré Confraternite di Battuti o Disciplinati, dediti alla pratica della Flagellazione o Disciplina, attive a Bologna nel Cinquecento, tra le quali era presente quella di Santa Maria della Vita. Solo negli ultimi decenni del Cinquecento abbiamo notizia della presenza di un Oratorio al primo piano della Chiesa, anche se la struttura ufficiale viene progettata intorno al 1616 da Floriano Ambrosini, lo stesso architetto che di lì a poco avrebbe edificato l’Oratorio di S. Maria della Vita. La Chiesa apparteneva alla Confraternita ed era regolarmente aperta al culto dei fedeli e del ramo femminile della Compagnia, mentre l’Oratorio serviva ai raduni della Compagnia maschile di Santa Maria della Pietà e San Rocco.

Nella Compagnia erano presenti molti artigiani addetti alla lavorazione della seta, chiamati filatolieri. La loro adesione alla Confraternita, oltre alle finalità religiose, aveva anche una motivazione più pragmatica: questi artigiani fino al 1676 non avevano il permesso di costituirsi come società d’arte autonoma e quindi la Confraternita di San Rocco costituiva per loro un punto di incontro e di autoidentificazione. I filatolieri avevano stretti rapporti con gli artisti bolognesi, per i quali la disponibilità della tela era di vitale importanza. Pare quindi che vari pittori partecipassero gratuitamente alla decorazione dell’Oratorio agli inizi del Seicento. Tra questi, un gruppo di giovani allievi dei Carracci, coadiuvati dalla presenza di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino e dal suo maestro di prospettiva Girolamo Curti detto il Dentone, il capostipite del genere della quadratura, un prodotto tipico della scuola artistica bolognese, consistente nella rappresentazione pittorica di un’architettura illusiva, largamente applicata nella decorazione fra Sei e Settecento. Così Francesco Camullo, Alessandro Provaglia, Giovanni Luigi Valesio, Francesco Desani, Sebastiano Razzali, Paolo Carracci (fratello di Ludovico), Giacomo Cavedoni, Lucio Massari, Francesco Carracci  detto Franceschino (nipote di Ludovico), Francesco Gessi realizzano il ciclo degli affreschi delle pareti intitolati alla Vita di San Rocco, mentre Domenico Maria Canuti e Angelo Michele Colonna lavorano al soffitto decorato a cassettoni con le Virtù, i 4 Santi protettori di Bologna, i dottori della Chiesa e gli Evangelisti.

Dal punto di vista dei contenuti iconografici, l’Oratorio di San Rocco è un luogo molto significativo, non soltanto per la presenza della scuola artistica bolognese, una sorta di panoramica sulla pittura di quegli anni, ma anche perché le sue decorazioni traducono a livello figurativo il Discorso intorno alle immagini sacre e profane scritto nel 1582 dal cardinale Gabriele Paleotti, figura chiave della Controriforma a livello internazionale e soprattutto nella sua città, Bologna, che era stata sede del Concilio di Trento dal 1547 al 1549. Nell’opera si suggeriva infatti un linguaggio semplice ed immediato, in grado di divulgare i valori morali dei testi sacri, ed è appunto in tal senso che operarono i Carracci ed i loro allievi.

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Chiesa e Oratorio di San Rocco (1616) sulla terza cerchia muraria e la Porta murata del Pratello a Bologna
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Oratorio di San Rocco (1616), in Via Calari n. 4 a Bologna
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Il soffitto decorato a cassettoni con le Virtù, i Santi protettori di Bologna, i dottori della Chiesa e gli Evangelisti, Oratorio di San Rocco-9
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Il soffitto decorato a cassettoni con le Virtù, i Santi protettori di Bologna, i dottori della Chiesa e gli Evangelisti, Oratorio di San Rocco-1
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Il soffitto decorato a cassettoni con le Virtù, i Santi protettori di Bologna, i dottori della Chiesa e gli Evangelisti, Oratorio di San Rocco-2
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Il soffitto decorato a cassettoni con le Virtù, i Santi protettori di Bologna, i dottori della Chiesa e gli Evangelisti, Oratorio di San Rocco-3
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Il soffitto decorato a cassettoni con le Virtù, i Santi protettori di Bologna, i dottori della Chiesa e gli Evangelisti, Oratorio di San Rocco-4
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Il soffitto decorato a cassettoni con le Virtù, i Santi protettori di Bologna, i dottori della Chiesa e gli Evangelisti, Oratorio di San Rocco-5
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Il soffitto decorato a cassettoni con le Virtù, i Santi protettori di Bologna, i dottori della Chiesa e gli Evangelisti, Oratorio di San Rocco-6
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Il soffitto decorato a cassettoni con le Virtù, i Santi protettori di Bologna, i dottori della Chiesa e gli Evangelisti, Oratorio di San Rocco-7
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Il soffitto decorato a cassettoni con le Virtù, i Santi protettori di Bologna, i dottori della Chiesa e gli Evangelisti, Oratorio di San Rocco-8

Il Ciclo cronologico con episodi della vita di San Rocco

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00 Ciclo cronologico con episodi della vita di San Rocco, Oratorio di San Rocco (1616) a Bologna
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01 Francesco Camullo, Nascita di San Rocco, Oratorio di San Rocco (1616) a Bologna
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02 Alessandro Provaglia, Elelemosina di San Rocco, Oratorio di San Rocco (1616) a Bologna
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03 Giovanni Luigi Valesio, San Rocco cura gli appestati, Oratorio di San Rocco (1616) a Bologna
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04 Francesco Desani, San Rocco risana il cardinale Britanno, Oratorio di San Rocco (1616) a Bologna
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05 Sebastiano Razzali, San Rocco colpito dalla peste, Oratorio di San Rocco (1616) a Bologna
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06 Paolo Carracci (fratello di Ludovico), San Rocco cacciato dai piacentini, Oratorio di San Rocco (1616) a Bologna
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07 Giacomo Cavedoni, San Rocco ritrovato nel bosco da Gottardo, Oratorio di San Rocco (1616) a Bologna
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08 Lucio Massari, San Rocco e Gottardo vengono liberati dalla peste, Oratorio di San Rocco (1616) a Bologna
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09 Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino, San Rocco cacciato in prigione (1618), Oratorio di San Rocco a Bologna
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10 Francesco Carracci detto Franceschino (nipote di Ludovico), L'angelo preannuncia la morte a San Rocco, Oratorio di San Rocco (1616) a Bologna
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11 Francesco Gessi, San Rocco trovato morto in prigione, Oratorio di San Rocco (1616) a Bologna

5 thoughts on L’Oratorio barocco di San Rocco e la bottega dei Carracci a Bologna

  1. È un posto stupendo che conosco molto bene perché, diversi anni fa, ho gestito per 3 anni il circolo lirico. Invito chi non lo conosce d’andare a vedere questa meraviglia

  2. MOLTO BELLO. SONO BOLOGNESE MA NON CONOSCEVO NEANCHE L’ESISTENZA DI TALE MERAVIGLIA.
    ANDRO’ PRESTO A VISITARE DI PERSONA L’ORATORIO.

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