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Cripta di San Zama

Cripta di San Zama

Alle origini della cristianità bolognese.

A Bologna, nel Monastero dei Santi Naborre e Felice, detto dell’Abbadia, sotto l’omonima Chiesa, è custodita la cripta di San Zama. Di origine romanica, è sopravvissuta ai tempi e la composizione eclettica delle sue forme (ha subito dei rimaneggiamenti nel corso dei secoli) contribuisce a documentare un lungo arco nella storia cittadina. La cripta di San Zama potrebbe essere testimone del sorgere della prima comunità cristiana bolognese, quando, attorno all’anno 270, Zama, il primo vescovo di Bologna, avrebbe trasformato una preesistente Chiesa dedicandola a San Pietro.

Si è a lungo creduto che San Zama fosse la prima Cattedrale, perché proprio in questo luogo sacro furono sepolti i resti dei primi vescovi bolognesi, a partire dallo stesso Zama. Più verosimilmente, in quest’area sorgeva uno dei primi cimiteri cristiani, dove venivano inumati anche i vescovi bolognesi, a causa del divieto (in essere fino al V secolo) di seppellire i morti entro le mura della città. Faustiniano, vescovo successore di Zama, contribuì ad aumentare la fama del santuario, costruendo una basilica più ampia, cambiando l’intitolazione della Chiesa ai Santi Naborre e Felice, martiri della Chiesa milanese, da cui Bologna dipendeva. La cripta di San Zama, sopravvissuta ai tempi, è testimone di una evoluzione culturale portata dai monaci Benedettini, che, stabilendosi nel 1110 nell’area dell’Abbadia, ricostruiscono la Chiesa in stile romanico, la dotano di una cripta, realizzarono il Monastero, e, nel corso del Trecento, la torre campanaria e la sagrestia. In quel periodo, il Convento, denominato l’Abbadia, è considerato uno dei più importanti centri studi della città, tanto da attirare, secondo alcune fonti, probabilmente a partire dal 1132/33, Graziano (Chiusi o Ficulle 1075/80 circa – Bologna 1145/47 circa) fondatore del diritto canonico. Questi  insegna nel monastero dei Santi Naborre e Felice, in quello di San Procolo e a Santo Stefano, venendo in contatto con maestri di diritto romano giustinianeo (l’atro foro). Dante lo colloca per questo nel decimo canto del Paradiso (vv.103-105), nel Cielo del Sole, dove san Tommaso d'Aquino lo presenta come brillante esponente degli spiriti sapienti:

...quell'altro fiammeggiare esce del riso
di Grazïan, che l'uno e l'altro foro
aiutò sì che piace in paradiso.

Le fotografie

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La cripta di San Zama a Bologna
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02 Cripta di San Zama, Bologna
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03 Cripta di San Zama, Bologna
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04 Cripta di San Zama, Bologna
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05 Cripta di San Zama, Bologna
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06 Cripta di San Zama, Bologna
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07 Cripta di San Zama, Bologna
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08 Chiesa dell'Abbadia, Bologna
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09 Pseudo-Jacopino, Polittico, 1340 circa, Pinacoteca di Bologna, provenienza Abbadia

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