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I fasti di Palazzo Zani

La famiglia Zani, ricchi mercanti di lana originari di Firenze, pur non facendo parte del Senato bolognese, ha una posizione economica di rilievo, tale da consentire la costruzione della grande residenza di via Santo Stefano 56. Commissionata all’architetto Floriano Ambrosini (1557-1622), viene inaugurata nel giugno del 1594, con una fastosa cerimonia pubblica durante il Palio di San Ruffillo, che si correva lungo quella che allora si chiamava Strada Santo Stefano. Al pianterreno del Palazzo troviamo la sala con soffitto e camino decorato da Girolamo Mattioli, con due statue di Gabriele Fiorini (1594). Al piano nobile è ben conservato l’affresco giovanile di Guido Reni (1575-1642), la Caduta di Fetonte, contornato da prospettive settecentesche di Serafino Barozzi, con Allegorie di Gaetano Gandolfi e stucchi alle pareti. Negli altri ambienti, ancora altri affreschi di Girolamo Mattioli.

Le fotografie

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La facciata di Palazzo Zani su progetto di Floriano Ambrosini
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Scalone d'onore di Palazzo Zani a Bologna
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Girolamo Mattioli, Muzio Scevola, Palazzo Zani a Bologna
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Girolamo Mattioli La Pace che brucia gli strumenti della guerra
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Palazzo Zani, Sala di Fetonte
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Guido Reni, Caduta di Fetonte, Palazzo Zani a Bologna
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Palazzo Zani a Bologna-2
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Palazzo Zani, Sala dell'Aurora-2
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Palazzo Zani, Sala dell'Aurora
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Giuseppe Manfredini, Sala dell'Aurora di Palazzo Zani
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Palazzo Zani, affreschi
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Palazzo Zani, affreschi-7
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Palazzo Zani, affreschi-6
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Palazzo Zani, affreschi-5
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Palazzo Zani, affreschi-4
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Palazzo Zani, affreschi-3
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Palazzo Zani, affreschi-2
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Palazzo Zani, affreschi-1
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Palazzo Zani a Bologna
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Stanza dell'Alcova a Palazzo Zani
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La ghiacciaia di Palazzo Zani a Bologna

Rimasto pressoché intatto nelle strutture e nelle decorazioni per un secolo e mezzo, nel 1743, il Palazzo viene ceduto da Paolo Zani all’abate Pier Antonio Odorici, amministratore a cui Benedetto XIV (il Papa bolognese Lambertini) affida la gestione di cospicui patrimoni ecclesiastici, ed al quale si deve il completamento della decorazione della Sala del Fetonte. Molte altre famiglie, dalla fine del Settecento, si avvicendano nella proprietà del Palazzo, come gli Zambeccari, i Marescotti, i Biagi ed i Pallavicini, che, in pieno Ottocento, commissionano all’ingegnere Luigi Marchesini una trasformazione alla “gotica”, secondo il gusto del tempo, che coinvolge tutta la parte posteriore del lotto, comprese le stalle, il giardino e una cisterna, che funge da ghiacciaia, la sola che ancora oggi sopravvive con le sue forme che simulano incrostazioni rocciose. Entro la fine dell’Ottocento, il Palazzo viene ceduto alla Famiglia Rossi, che lo conserva fino al 1948, quando viene acquistato definitivamente dal Consorzio della Bonifica Renana, che vi ha la sua sede.

One thought on I fasti di Palazzo Zani

  1. foto e descrizione del luogo molto belle, complimenti
    nb.sarebbe molto bello poterlo visitare, grazie e saluti

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