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Art Nouveau, forme e colori del Liberty eclettico a Bologna

La voglia di rinnovamento artistico che pervade l’Europa e gli Stati Uniti sul finire dell’Ottocento, riassunta nell’espressione Art Nouveau, raggiunge anche l’Italia, dove assume i nomi di Stile Floreale o Liberty. Il nuovo linguaggio influenza inizialmente le arti decorative, dalla decorazione delle stoffe alla produzione di mobili, gioielli e oggetti d’arredamento, per estendersi progressivamente anche all’architettura. Nella Bologna di fine Ottocento, il Liberty si manifesta attraverso due principali orientamenti. Il primo è legato alle esperienze e alle suggestioni neo-medievali della Società Aemilia Ars, fondata a Bologna nel 1898, che promuove una produzione raffinata di oggetti d’uso e d’arredo, tra cui pizzi, ricami, mobili, gioielli e prodotti tipografici, recuperando e reinterpretando la tradizione artistica medievale e rinascimentale. Il secondo trova terreno fertile nella profonda trasformazione urbanistica della città, avviata dal Piano regolatore del 1889, che prevede importanti interventi di ampliamento e rinnovamento urbano, tra cui la demolizione di gran parte della terza cinta muraria, la Circla. Questo processo si inserisce in una trasformazione già avviata nei decenni precedenti con la realizzazione della via dell’Indipendenza, nuovo asse di collegamento tra la stazione ferroviaria e il centro cittadino, e con la sistemazione del Parco della Montagnola.

Al volgere del secolo, i richiami provenienti dal Modernismo europeo, dall’Art Nouveau francese e soprattutto dalla Secessione viennese contribuiscono a rinnovare anche l’immagine della città. Il Liberty entra nell’arredo urbano attraverso nuovi negozi, insegne, pensiline, cancelli, vetrate e decorazioni, dove il ferro battuto diventa uno dei materiali più caratteristici del nuovo linguaggio. È soprattutto nell’edilizia privata che questa trasformazione assume un carattere originale, dando vita alla cosiddetta civiltà del villino. Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento sorgono numerose abitazioni lungo il perimetro delle antiche mura e nelle prime aree di espansione fuori porta.

I Villini Liberty bolognesi, spesso caratterizzati da volumetrie articolate, linee curve e sinuose, bow-window, balconi e, in molti casi, da una caratteristica Torretta, vengono arricchiti da un repertorio decorativo ispirato alla natura. Fregi, ghirlande, motivi vegetali, intrecci, spirali, elementi floreali, decorazioni pittoriche e ceramiche trasformano le facciate in vere e proprie composizioni ornamentali.

Il nuovo gusto non rimane tuttavia confinato alle abitazioni più eccentriche. I suoi motivi decorativi e le sue soluzioni formali finiscono per influenzare anche edifici più austeri e tradizionali, che accolgono elementi riconducibili all’Art Nouveau, dando alla Bologna dei primi anni del Novecento un volto nuovo, nel quale la tradizione convive con la modernità.

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Archit. Leonida Bertolazzi, Sculture Alfonso Borghesani, Ospedale Padiatrico finanziato col contributo di Gozzadina Gozzadini (1913), Bologna, Via Massarenti nr. 11
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Alfonso Borghesani, Parvulis, scultura Liberty, Facciata Ospedale Pediatrico Gozzadini (1913), Bologna, Via Massarenti nr. 11
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Achille Casanova, affresco Liberty a Palazzo Pizzardi, già Ratta, Via Castiglione n. 29 a Bologna
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Achille Casanova, affresco Liberty a Palazzo Pizzardi, già Ratta, Via Castiglione n. 29 a Bologna-2
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Achille Casanova, affresco Liberty a Palazzo Pizzardi, già Ratta, Via Castiglione n. 29 a Bologna-3
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Augusto Sezanne, intarsio Liberty a Palazzo Pizzardi, già Ratta, Via Castiglione n. 29 a Bologna
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Ex Sala Borsa Liberty (1883) dove sorgeva l'antico giardino del Legato a Palazzo d'Accursio di Bologna
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La Galleria Giovanni Acquaderni (1932), decorata dal Lambertini sul luogo dell’antico Ospedale e Chiesa di San Giobbe a Bologna-2
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La Galleria Giovanni Acquaderni (1932), decorata dal Lambertini sul luogo dell’antico Ospedale e Chiesa di San Giobbe a Bologna
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Il Liberty nella Galleria del Leone (1927), da via Rizzoli a Via Caprarie a Bologna-2
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Il Liberty nella Galleria del Leone (1927), da via Rizzoli a Via Caprarie a Bologna
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Ex profumeria Liberty Goselli, logge del Pavaglione angolo via Rizzoli a Bologna
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Motivo floreale sul Villino Liberty Sunflower, Via Oudinot 9 a Bologna
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Villino Liberty Sunflower, Via Oudinot 9 a Bologna
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Insegna Liberty del Banco di Roma (Officina Mingazzi) in via Ugo Bassi a Bologna
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Portico Liberty in Via Farini a Bologna
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Portico Liberty in Via Garibaldi a Bologna
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Alfonso Borghesani, scultura sulla facciata di Palazzo Alberani (1909) in Via Farini 19 a Bologna
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Alfredo Tartarini, Orologio Liberty in ferro battuto in Via Carbonesi, angolo Via Val d'Aposa a Bologna-2
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Augusto Sezanne, Palazzina Majani, il Liberty in Via Indipendenza 4 a Bologna
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Bologna Liberty, Casa Boldrini in Via Irnerio 5 a Bologna
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Casa Sanguinetti (1907), Via Irnerio 35-39 a Bologna
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Decorazioni Liberty di Casa Stagni, già Scappi, Via Indipendenza n. 1 (Arch. Augusto Sezanne) a Bologna
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Ettore Lambertini e Paolo Graziani, Liberty di Palazzo Alberani (1909), Via Farini 19 a Bologna
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Umberto Costanzini, Pensilina Liberty (1921) di Palazzo Ronzani in Via Rizzoli n. 1 a Bologna
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Mercurio alato, Dio degli scambi e del commercio, Palazzo Ronzani in Via Rizzoli a Bologna
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Paolo Sironi, Palazzo Ronzani (1913-1915) in Via Rizzoli n. 1 a Bologna
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Il Liberty a Palazzo Ronzani in Via Rizzoli n. 1 a Bologna
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Ex Casa commerciale Barilli, ora Apple Store, in Via Rizzoli n. 16 a Bologna
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Ex Manifattura Tabacchi (1906), Via Riva Reno 72 a Bologna
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Ferro batturo nel Villino Liberty in Via Oudinot 8 a Bologna
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Giulio Marcovigi, Palazzina Crespi (1910-1912) in Via Matteotti a Bologna
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Giuseppe Romagnoli, Amor Patrio e Valor Militare, bronzi su Palazzo d'Accursio a Bologna
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Il Chiosco Liberty di Via IV Novembre a Bologna-2
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Il Portico Liberty di Casa Stagni, già Scappi, sulla ex Via Canton de' Fiori, ora Via Indipendenza-2
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La balconata del Pincio su Via Indipendenza, sullo sfondo Palazzo Maccaferri
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Lampione Liberty in ferro battuto all'angolo della facciata di Palazzo Re Enzo a Bologna
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Leonardo Bistolfi, Monumento in Memoria di Giosue Carducci a Bologna
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Orologio Liberty in ferro battuto, Via Castiglione su Palazzo Pepoli Campogrande a Bologna
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Palazzo Liberty in Viale Ercolani 1 a Bologna
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Paolo Sironi, La casa dei Girasoli (1905) in Viale Carducci 13-2 a Bologna
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Pensilina Liberty ex pasticceria Rovinazzi in Via D'Azeglio 34 a Bologna
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Sala da tè ex pasticceria Rovinazzi, Via D'Azeglio 34 a Bologna
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Villa Elena, Liberty in Via Breventani 43 a Bologna
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Villino Liberty in Via Bellacosta 12 a Bologna
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Villino Liberty in Via Oudinot 29 a Bologna
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Villino Liberty in Via Putti 2 a Bologna
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Villino Liberty in Via Zambrini 1 a Bologna
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Villino Liberty in Viale Gozzadini 19 a Bologna
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Villino Liberty in Viale Panzacchi 1-2 a Bologna
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Villino Liberty in Viale Panzacchi 11 a Bologna

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11 thoughts on Art Nouveau, forme e colori del Liberty eclettico a Bologna

    • In effetti, Agnese, è stato così anche per me, ho visto palazzi che non avevo mai osservato bene. A Bologna, nel nostro piccolo, come dice prof.Riccomini, senza avere opere eclatanti, abbiamo di tutto e di tutti gli artisti.

  1. Ti samper piò brev!
    Pedalando e fotografando per la città… ci fai conoscere gli angoli più suggestivi e particolari della nostra Bologna. Grazie

  2. Ciao Guido come sempre davanti alle tue fotografie rimango incantata dalla tua passione x l’arte e il bello che ci circonda! Mai come in questo momento è vitale concentrare l’attenzione su questi capolavori! Grazie mille🍀da Doriana

  3. Ciao Guido bellissime foto che ci fanno apprezzare le tante bellezze della città che in molti casi non vengono osservate. Grazie e molti complimenti!

  4. Complimenti per le belle foto e per le bellissime architetture.
    Chi conosce architetti di fine ottocento che progettano facciate di chiese.

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