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Segnali dal passato di Bologna

L'attuale Santuario del SS. Crocefisso del Cestello a Bologna viene eretto nel 1516 su di un ponte che passava sul torrente Aposa, su un terreno di proprietà dei frati di San Domenico, a seguito di un evento miracoloso, avvenuto ai primi del Cinquecento, scaturito da un Crocifisso quattrocentesco dipinto da Jacopo Avanzi sul muro del convento dei Domenicani. La Chiesa viene riedificata nel 1762 in stile barocco, ma sull'atare maggiore conserva ancora l'originale Crocefisso dipinto.

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Jacopo Avanzi (Bologna 1350-1416), Crocefissione dipinta sulle Mura cittadine, ora sull'altare maggiore del Santuario del SS. Crocefisso del Cestello (1516) a Bologna

L'immagine del "Volto Santo" di Via Val d'Aposa a Bologna è ricordato per la prima volta nel 1635. Fa riferimento all'originale "Volto Santo" custodito nel Duomo di San Martino di Lucca, antichissima scultura lignea, oggetto di grande devozione. Testimonia la presenza a Bologna di mercanti di seta lucchesi, dai quali fu portata in città l'Arte della Seta.

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Il Volto Santo di Via Val d'Aposa (1635), appena restaurato, testimonia la presenza a Bologna di mercanti di seta lucchesi

La costruzione duecentesca di Palazzo Malvasia fu rimaneggiata ai primi del Cinquecento, epoca a cui risalgono le colonne scalanate e i ricchi capitelli corinzi. La facciata presenta un prospetto neopalladiano progettato da Francesco Tadolini nel 1760. Nel voltone, all'imbocco di Via del Carro, c'è un Mascherone dal quale veniva versato vino al popolo sottostante in occasioni speciali, come la nomina a gonfaloniere di un membro della famiglia.

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Il Mascherone del vino sul Voltone di Palazzo Malvasia, già Manzoli in Via Zamboni a Bologna

Lo stemma con le palle medicee di Pio IV Medici, sotto il cui pontificato (1559-1565) viene costruito il Palazzo dell'Archiginnasio (fra il 1562 ed il 1563) è visibile sul Palazzo stesso. Palazzo dell'Archiginnasio viene eretto per volere del Legato pontificio di Bologna, il cardinale Carlo Borromeo, e del Vice legato Pier Donato Cesi, su progetto dell'architetto bolognese Antonio Morandi detto Terribilia, con lo scopo, nel clima culturale del Concilio di Trento e della Controriforma, di dare una sede unitaria all'insegnamento universitario, fino allora disperso in diversi luoghi della città.

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Lo stemma di Papa Pio IV Medici (1559-1565) ricorda chi ha voluto la costruzione dell'Archiginnasio a Bologna
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Lo stemma di Papa Pio IV Medici (1559-1565) ricorda chi ha voluto la costruzione dell'Archiginnasio a Bologna-2

In Via San Vitale nr. 50, a Bologna, quasi di fronte a Palazzo Fantuzzi (quello degli elefanti), c'è l'Arca di Mondino dé Liuzzi. Laureato intorno al 1292, inizia ad insegnare a Bologna nel 1321. E' stato il primo medico a riprendere la dissezione del corpo umano, ed il suo esempio, riassunto nel suo libro "Anatomia", viene seguito dalle università di tutta Europa, rendendolo in qualche modo ideatore della moderna anatomia.

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Arca di Mondino De' Liuzzi (sec.XIV), inventore dell'Anatomia, Via San Vitale 50 a Bologna

In Via Galliera, a Bologna, si trova la Chiesa di Santa Maria Maggiore. Durante i lavori di pavimentazione del portico della chiesa, nel 2013, è stata ritrovata una croce romanica datata 1143. L'opera rientra nella tipologia di croci poste su colonne, che venivano collocate nei punti focali della città, a segnalare spazi sacri come Chiese e Cimiteri o di particolare aggregazione, come i trivi, crocicchi e piazze.

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Antica croce romanica (1143), rinvenuta nel 2013 presso la Chiesa di Santa Maria Maggiore in Via Galliera a Bologna-3
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Antica croce romanica (1143), rinvenuta nel 2013 presso la Chiesa di Santa Maria Maggiore in Via Galliera a Bologna-1
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Antica croce romanica (1143), rinvenuta nel 2013 presso la Chiesa di Santa Maria Maggiore in Via Galliera a Bologna-2

Il Polittico di Giotto (e della sua bottega) é una delle tre opere firmate dall'artista, a lettere dorare sul gradino del trono opus magistri jocti de florentia. Secondo un'ipotesi, l'opera è a Bologna attorno al 1330, destinata alla Cappella Magna del Palazzo Apostolico fatto erigere a Porta Galliera dal Cardinale Bertrando del Poggetto nell'ambizioso progetto di portare a Bologna, da Avignone, Papa Giovanni XXII. Il Palazzo con altri affreschi di Giotto, viene distrutto completamente a furor di popolo nel 1334. Ora il Polittico si trova, ricomposto, nella Pinacoteca Nazionale di Bologna, proveniente dall'altar maggiore della Chiesetta di Santa Maria degli Angeli di Bologna, dove si trovava per una donazione trecentesca della Famiglia Pepoli.

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Giotto, Polittico (1330ca), Pinacoteca di Bologna, già in Convento di Santa Maria degli Angeli di Bologna
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Bifora quattrocentesca dell'ex Convento camaldolese di Santa Maria degli Angeli (1330), Via San Mamolo 24 a Bologna

Al civico 28 di Via Francesco Rizzoli, a Bologna, esiste un palazzo del XVIII secolo già di proprietà del Collegio di Spagna. Sulla facciata è presente un gigantesco stemma che racchiude i blasoni di Castiglia, Leon e Granada. Al centro sono presenti i tre gigli dei Borbone di Spagna ed in cima la corona di Spagna. Un tempo al piano terreno vi era l’Osteria dei Tre Re.

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I blasoni di Castiglia, Leon e Granada nel Palazzo (sec.XVIII) già del Collegio di Spagna in Via Rizzoli n. 28 a Bologna

L'insegna testimonia la presenza a Bologna della Confraternita dei Battuti dal XIV secolo, dedicata a Santa Maria della Morte, dedita all’assistenza ospedaliera di coloro che si trovavano in estrema difficoltà, come carcerati o condannati a morte.

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Confraternita dei Battuti, Insegna di Santa Maria della Morte su Via Archiginnasio a Bologna

Le tombe dei glossatori della Scuola bolognese conservano le spoglie di alcuni fra i primi e più importanti professori di quello che nel Medioevo veniva chiamato lo Studium, cioè l'Università, che a Bologna era rinomato soprattutto per l'insegnamento della Giurisprudenza: erano detti glossatori perché commentavano i testi di diritto romano con aggiunte esplicative a margine, le «glosse», per rendere più chiari i contenuti dei passi in esame. Queste nuove figure professionali, cardini della vita politica e culturale cittadina, scelsero di essere seppellite in luoghi di grande visibilità urbanistica.

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In primo piano Arca sepolcreale del glossatore Rolandino de' Passeggeri (1306); dietro, quella di Egidio Foscherari in Piazza San Domenico a Bologna
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Sepolcro del Glossatore Odofredo Denari (1265) antistante l'Abside della Basilica di San Francesco a Bologna

A Bologna, in Via Massimo d'Azeglio, nel 1481 viene eretto l'Ospedale degli Innocenti, detto anche dei Bastardini, un'istituzione destinata all'accoglienza degli orfani e all'assistenza delle giovani madri nei primi mesi di vita dei figli. Sul capitello iniziale del portico sono scolpiti i bimbi in fasce, simbolo dell'Ospedale. Lo stesso simbolo lo troviamo nel prospiciente ex Monastero di San Procolo, dove, nel 1798, l'Ospedale degli Innocenti viene trasferito a seguito delle soppressioni napoleoniche.

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Capitello del Portico dell'Ospedale dei Bastardini (1481) con bambino in fascie in Via d'Azeglio a Bologna
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Il cinquecentesco portico dell'Ospedale degli Innocenti, detto dei bastardini, in Via d'Azeglio a Bologna
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Stemma del portone principale dell'Ex Monastero di San Procolo su via Massimo D'Azeglio, raffigurante due neonati, simbolo dell'Ospedale degli Esposti a Bologna (1798)
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Scuola bolognese (metà XVI secolo), Madonna dei Bastardini, Collezioni Comunali, già in Confraternita dei Bastardini

In Via Parigi 2, all'inizio di Via Galliera, sorge Casa Castelli. La dimora, eretta in forme gotiche verso la metà del secolo XV, appartenne alla famiglia Castelli, ed in seguito ai Gozzadini e ai Davia. Il portico fu modificato nel 1702. Qui ebbe sede il primo ufficio postale della città di Bologna, aperto il primo gennaio 1768.

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Portico di Casa Castelli in Via Parigi 2, Primo ufficio postale di Bologna (1 gennaio 1768)

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