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Sotto i portici di Bologna

Sotto i portici di Bologna

I portici sono una caratteristica di Bologna, assieme alle sue torri. Il loro aspetto storico-artistico-culturale ne giustifica la candidatura come “patrimonio dell'umanità” presentata all'UNESCO. Gli oltre 38 chilometri di portici cittadini (che raggiungono i 53 chilometri con quelli fuori le mura), nascono per ragioni pratiche, dopo l'anno Mille, quando Bologna inizia a conoscere un forte incremento della popolazione, indotto dall’Università e dall’immigrazione dalle campagne vicine. I bandi comunali, infatti, promettevano la libertà mediante lo scioglimento dalla servitù della gleba (il Liber Paradisus e redatto nel 1257).

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Per far fronte all'emergenza abitativa, si aumentano gli spazi delle case con quello che oggi chiameremmo un “abuso edilizio”, ampliando cioè i piani superiori con sporti in legno, sorretti all’inizio dal prolungamento delle travi portanti del solaio (beccadelli) ed in seguito anche da colonne di sostegno dal basso. Alcuni di questi portici si possono ancora osservare in città. La “sanatoria” non si fa attendere: il Comune, a partire dal 1288, stabilisce l’obbligo del portico per tutte le nuove case, mentre quelle già esistenti che ne fossero prive, erano tenute ad aggiungerlo, pena il pagamento di una tassa apposita (che solo le famiglie più ricche bolognesi, come per esempio gli Albergati di via Saragozza ed i Fantuzzi in via San Vitale, potevano permettersi). Il vantaggio era evidente sia per il Comune che per gli utenti: il suolo ricoperto dal portico rimane di proprietà privata, lasciando al proprietario l'onere del mantenimento, ma il suo uso è pubblico e la libertà di passaggio è garantita. Il portico, quindi, nato come un ampliamento degli spazi abitativi, scopre col tempo anche altre sue funzioni. Diventa un mezzo per l'espansione di attività commerciali ed artigiane, rendendo nel contempo meglio abitabili i pianterreni, isolandoli dalla sporcizia e dai liquami delle strade. Offre delle comodità per i cittadini, riparandoli dalle intemperie e dal sole, permettendo loro di percorrere le strade con qualsiasi condizione atmosferica, una sorta di salotto all’aperto, punto di incontro sia per “fare due chiacchiere”, che per attività commerciali e conviviali.

La tradizionale costruzione dei portici bolognesi prosegue in epoca rinascimentale e giunge fino ai giorni nostri: non riguarda solo abitazioni nobiliari e senatorie, ma anche case più modeste, grandi edifici religiosi, pubblici uffici ed edifici commerciali. Questo spiega la varietà di dimensioni e tipologie che ancora oggi sono presenti nel portici bolognesi, che variano in larghezza (il più largo è il quadriportico della Chiesa dei Sevi, il più stretto quello di via Senzanome), in altezza (il più alto in via Altabella sfiora i 10 metri) ed in lunghezza: il portico Archiginnasio, detto anche del Pavaglione, opera del Terribilia del 1563, è lungo 139 metri su 30 arcate. Il portico più lungo e famoso fuori le mura della città è quello di San Luca, costruito tra il 1674 e il 1721. Con i suoi 3.796 metri e 666 arcate favorisce il pellegrinaggio dei bolognesi e dei turisti fino alla cima del Colle della Guardia, dove si eleva il Santuario della Madonna di San Luca.

Le fotografie

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Portico di Palazzo Bolognini in Piazza Santo Stefano
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Portico di Case Seracchioli in via Santo Stefano
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Portico ligneo di Casa Isolani in Strada Maggiore
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Portico ligneo di Casa Isolani in Strada Maggiore-2
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Portico di Palazzo d'Accursio su Piazza Maggiore
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Resti portico ligneo di Casa Sant'Ambrogio, sede primo Libero Comune di Bologna, sec.XII
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Quadriportico della Basilica di Santa Maria dei Servi
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Portico di via Garibaldi in Piazza Cavour
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Portico di via Farini
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Portico ligneo in via Marsala
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Sotto il portico all'inizio di via Indipendenza
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Il portico di Palazzo Fava in via Manzoni fronteggia la Chiesa dei Filippini-2
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Portico ligneo di Palazzo Grassi in via Marsala
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Portico di Palazzo del Podestà in Piazza Maggiore
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Il portico più stretto di via Senzanome
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Portico ligneo di Casa Gombruti nella via omonima
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Portico ligneo di Casa Azzoguidi-Rubini in via San Nicolò
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Portico di via Saragozza inizia a salire verso San Luca al Meloncello
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Portico di via Santo Stefano-2
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Portico di San Luca
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Portico che unisce la Torre di Maratona al portico di San Luca al Meloncello
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Il portico di San Luca al Meloncello lascia via Saragozza e si inerpica
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Portico di San Luca
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Portico di San Luca
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Portico di San Luca-2
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Capitello del portico di Casa delle Tuate proveniente dal distrutto palazzo Bentivoglio
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Portico di Casa delle Tuate in via San Giorgio, angolo via Galliera
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Portico del Palazzo della Cassa di Risparmio in via Farini
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Portico del 400' della Chiesa di San Giacomo Maggiore
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Portici di Strada Maggiore
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Portico di Palazzo Marescotti, via Barberia
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Madonna della Notte e delle Ombre, portico di Palazzo Marescotti in via Barberia
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Portico di Palazzo Bonasoni, via Galliera
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Beccadelli in vicolo Luretta-2
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Andrea Marchesi, detto il Formigine, 1516, portico della Chiesa dei Santi Bartolomeo e Gaetano
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Andrea Marchesi, detto il Formigine, 1516, portico della Chiesa dei Santi Bartolomeo e Gaetano-2
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Affresco nel portico della Chiesa di Santa Maria dei Servi
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Affreschi del portico di piazza Malpighi
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Affreschi del portico di piazza Malpighi-2

One thought on Sotto i portici di Bologna

  1. Bellissime foto della mia AMATISSIMA Bologna. La mia Felsinea dorata e godereccia. W BOLOGNA e chi la ama. Grimandi Maria Cristina.

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