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L’immaginario di Jacopo Barozzi detto Il Vignola, a Palazzo Farnese e a Villa Lante

Palazzo Farnese a Caprarola e Villa Lante a Bagnaia sono residenze estive cinquecentesche, erette a pochi chilometri di distanza da Viterbo. Il primo è una dimora rinascimentale di grandi dimensioni e riccamente affrescato al suo interno; la seconda è costituita da un paio di Ville di non grandi dimensioni. In comune hanno probabilmente lo stesso progettista, Jacopo Barozzi detto Il Vignola, ma soprattutto sono entrambe circondate da cinquecenteschi giardini terrazzati all’italiana alla moda manierista del periodo, arricchiti di fontane con i giochi d’acqua che si susseguono lungo la salita e vengono scoperti piano piano dal visitatore, mentre la vegetazione intorno ed il bosco ne fanno da perfetta cornice.

 

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La facciata di Palazzo Farnese a Caprarola di Viterbo
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La scala elicoidale del Vignola a Palazzo Farnese di Caprarola, decorazioni di Antonio Tempesta
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La cupola della scala elicoidale del Vignola a Palazzo Farnese di Caprarola
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Il Cortile circolare di Palazzo Farnese a Caprarola di Viterbo-2
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Taddeo Zuccari, volta della Camera dell'Aurora a Palazzo Farnese di Caprarola
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La Sala del Mappamondo a Palazzo Farnese di Caprarola
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Taddeo Zuccari, la volta della Sala dei fasti Farnesiani a Palazzo Farnese di Caprarola
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Jacopo Zanguidi detto Bertoja, la Camera dei Sogni di Palazzo Farnese a Caprarola-2
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Taddeo Zuccari, la Sala dei fasti Farnesiani a Palazzo Farnese di Caprarola
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Taddeo Zuccari, la Sala dei fasti Farnesiani a Palazzo Farnese di Caprarola-2
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La Loggia di Ercole a Palazzo Farnese di Caprarola di Viterbo
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Taddeo Zuccari e aiuti, 1560-62, la Stanza di Giove a Palazzo Farnese di Caprarola
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Taddeo Zuccari e aiuti, 1560-62, la Stanza di Giove a Palazzo Farnese di Caprarola-2
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La cupola della scala elicoidale del Vignola a Palazzo Farnese di Caprarola-2
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Le fontane dei giardini di Palazzo Farnese a Caprarola di Viterbo-2
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Le fontane dei giardini di Palazzo Farnese a Caprarola di Viterbo-1
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I giardini di Palazzo Farnese a Caprarola di Viterbo-3
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I giardini di Palazzo Farnese a Caprarola di Viterbo-8
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I giardini di Palazzo Farnese a Caprarola di Viterbo-4
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La Loggia della Palazzina Gambara a Villa Lante di Bagnaia di Viterbo
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La Loggia della Palazzina Gambara a Villa Lante di Bagnaia di Viterbo-3
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La Loggia della Palazzina Gambara a Villa Lante di Bagnaia di Viterbo-2
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La Fontana dei Mori del Giambologna nel giardino di Villa Lante a Bagnaia di Viterbo
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I Giardini di Villa Lante a Bagnaia di Viterbo -1
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I Giardini terrazzati di Villa Lante a Bagnaia di Viterbo
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I Giardini di Villa Lante a Bagnaia di Viterbo -4
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I Giardini di Villa Lante a Bagnaia di Viterbo -7
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I Giardini di Villa Lante a Bagnaia di Viterbo -6
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I Giardini di Villa Lante a Bagnaia di Viterbo -5
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I Giardini di Villa Lante a Bagnaia di Viterbo
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La Fontana dei Mori del Giambologna, Villa Lante a Bagnaia di Viterbo

Palazzo Farnese a Caprarola di Viterbo è considerato uno dei migliori esempi di dimora rinascimentale. In origine la costruzione viene pensata per scopi difensivi, commissionata dal cardinale Alessandro Farnese il Vecchio ad Antonio da Sangallo il Giovane, che progetta una rocca pentagonale con bastioni angolari. I lavori, iniziati nel 1530, sono sospesi nel 1546 per la morte del Sangallo. Il cardinale Alessandro il Giovane, riprende il progetto del nonno, e nel 1547 affida il cantiere a Jacopo Barozzi detto Il Vignola, che, venuto meno lo scopo difensivo, modifica radicalmente il progetto originale. La costruzione mantiene la pianta pentagonale dell'originaria fortificazione, ma viene trasformata in un imponente Palazzo rinascimentale, per diventare la residenza estiva del cardinale e della sua corte. Per questa all'interno della sontuosa dimora lavorarono i migliori pittori e architetti dell’epoca, come Taddeo Zuccari, alla cui morte succede il fratello Federico, poi sostituito da Jacopo Zanguidi, detto il Bertoja. Alle ultime sale lavorarono poi il toscano Giovanni de’ Vecchi e Raffaellino da Reggio. Componente essenziale del Palazzo è il vasto giardino tardo-rinascimentale, realizzato dal Vignola attraverso un sistema di terrazzamenti alle spalle della dimora, con viali alberati arricchiti di varie specie di piante, con casini di delizie e di riposo, e con fontane ricche di giochi d’acqua.

Villa Lante a Bagnaia di Viterbo è costituita da un giardino terrazzato manierista con al centro un bacino che contiene la Fontana dei Mori del Giambologna, e due Ville cinquecentesche. Pur in mancanza di documentazione contemporanea, l'ideazione della Villa è attribuita all'architetto Jacopo Barozzi detto il Vignola, su incarico dal cardinale Gianfrancesco Gambara. È accertato un incontro tra il Cardinale ed il Vignola stesso, che stava ancora lavorando al Palazzo Farnese di Caprarola. Il Vignola, dopo la metà del Cinquecento, progetta inizialmente la trasformazione di un trecentesco casino di caccia, inserito in un parco, in una Villa cinquecentesca, che prenderà il nome di Palazzina Gambara. A suffragare la tesi che si tratti di un progetto del Vignola, il grande affresco del 1581, visibile nella Loggia della Palazzina Gambara, che rappresenta la Villa completa. Dopo la morte del Gambara nel 1587, viene completato il progetto, con la costruzione della seconda Villa. Figura chiave per la realizzazione del complesso è Tommaso Ghinucci da Siena, architetto ed ingegnere idraulico che, dopo aver finito Villa d'Este a Tivoli, per circa un decennio (1571 - 1581) si dedica a Villa Lante. Nel XVII secolo la Villa passa nelle mani di Ippolito Lante Montefeltro della Rovere, Duca di Bomarzo e rimane di proprietà del casato fino al 1953. Dal 1971 la Villa è di proprietà dello Stato italiano, tramite la Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Lazio.

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