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Il teatro di Villa Aldrovandi-Mazzacorati a Bologna

Il teatro di villa Aldrovandi-Mazzacorati a Bologna

Bologna, villa Aldrovandi-Mazzacorati, via Toscana, 19.

In questo articolo propongo alcune immagini della Villa Aldrovandi-Mazzacorati, primo esempio di architettura neopalladiana a Bologna, e del suo originale Teatro, inaugurato nel 1763. La Famiglia Marescotti, per mano di Annibale, nel 1616 acquista il terreno dell’antico fondo di campagna Camaldoli – San Silverio, che comprende già una Villa. Situato appena fuori dalle porte della città, sulla strada per Firenze, la Villa è adibita a residenza estiva, utile anche per controllare più da vicino le attività dei contadini della tenuta.

Siamo nel 1690, quando Filippo Maria degli Aldrovandi eredita dallo zio materno Riniero Aldrovandi, a sua volta erede dell’estinta famiglia Marescotti, sia la villa, che il cognome Marescotti, che aggiunge al suo. La svolta architettonica si ha quando la villa passa in eredità al nipote di Filippo Maria, Giovan Francesco Aldrovandi, attore dilettante, commediografo e cultore appassionato di teatro. Questi affida nel 1761 all’architetto Francesco Tadolini i lavori di ammodernamento necessari a trasformare il palazzo fino a renderlo una residenza degna di rappresentare l’importante famiglia senatoria degli Aldrovandi. Giovan Francesco decide di realizzare anche un prezioso teatro privato nell'ala sinistra. Espressione della vivacità culturale del secolo dei lumi, il teatro viene inaugurato il 24 settembre 1763 con la tragedia l'Alzira, scritta da Voltaire nel 1736 e tradotta da Vincenzo Fontanelli, esponente della corte degli Estensi di Modena e suocero del proprietario. Il teatro, unico esempio di teatro privato suburbano bolognese, è famoso per la sua acustica e può ospitare fino ad 80 persone. Grazie all’impegno profuso nella sua gestione da parte dell’Associazione “Cultura e Arte del ’700, è giunto fino a noi in uno stato di conservazione pregevole, tanto da consentire una regolare ed intensa stagione di rappresentazioni, concerti, opere liriche e conferenze.

La Villa passa ai marchesi Mazzacorati alla fine del XVIII secolo e poi, nel 1935, diventa proprietà della Federazione dei Fasci. Dal 2015 è di proprietà della Regione Emilia Romagna.

Le fotografie

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