Il Cenobio di San Vittore sorge sul Monte Giardino, sopra Bologna

Oggi sono sui primissimi colli bolognesi, per una visita al Cenobio di San Vittore, uno dei luoghi più antichi e suggestivi della città. Giosuè Carducci, in una delle sue relazioni storiche, ricorda che "...del tempio si ha notizia fin dal 441. Le memorie diplomatiche risalgono al 1073 ed al 1178, anno in cui la Chiesa venne solennemente consacrata al Vescovo Giacomo...". L'antico Cenobio è dedicato a San Vittore, martire del IV secolo. Si tratta di un edificio in stile romanico, situato sul colle Monte Giardino, a circa 228 metri d'altezza a sud-est di Bologna, fuori Porta Castiglione. È composto dalla Chiesa, dal Chiostro e dalla Foresteria. All'interno della Chiesa troviamo affreschi duecenteschi, eseguiti intorno al 1240 su commissione del Vescovo Enrico della Fratta, che ebbe quassù la residenza e che fece costruire il transectum, un muro che divideva, durante le funzioni, i monaci dai fedeli. Splendido il coro quattrocentesco, costruito da Pellegrino degli Anselmi di Bologna e Piero d'Antonio di Firenze.

Entrando nel Chiostro, ci si accorge subito di essere in un luogo particolare, lontano dal frastuono della città, che infonde una certa sensazione di pace, un fattore che ha determinato le sorti di questo complesso durante la sua esistenza. Fin dai primi anni del Mille, fu importante luogo di spiritualità e di cultura soprattutto collettiva: il cenobitismo è una forma comunitaria di monachesimo, praticata in monasteri (appunto cenobi) sotto la guida di un'autorità spirituale, secondo una disciplina fissata da una regola. I Canonici Lateranensi dal 1117 ne fecero la loro sede, ma furono espropriati nel 1797 con la nascita della repubblica Cispadana, prima, e Cisalpina poi, a causa delle leggi di derivazione giacobina. Venne acquistato, nel 1833, dai Padri dell'Oratorio di San Filippo Neri, che lo destinarono a sede di esercizi spirituali. Numerose iscrizioni latine su lapidi di scagliola ricordano personaggi illustri da qui passati: i Vescovi Vittore, Gerardo, Giovanni, Gerardo di Gisla, Altichino, il Cardinale Egidio Albornoz, il giureconsulto Bartolo, il Cardinale Girolamo della Chieda (Papa Benedetto XV). Più di recente, Don Angelo Roncalli, divenuto poi Pontefice col nome di Giovanni XXIII. Dopo alterne vicissitudini, il complesso fu ristrutturato completamente nel 1999 con i fondi giubilari.

Le fotografie

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Il Cenobio di San Vittore, sul Monte Giardino, prima collina bolognese
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Cenobio di San Vittore, il Chiostro-1
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Cenobio di San Vittore, la Chiesa romanica-1
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Cenobio di San Vittore, affresco sul transectum della Chiesa romanica
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Cenobio di San Vittore, affresco del '400
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Cenobio di San Vittore, il Chiostro-2
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Cenobio di San Vittore, la Chiesa romanica-3
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Cenobio di San Vittore, affresco nella Chiesa romanica
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Cenobio di San Vittore, il Coro della Chiesa romanica-2
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Cenobio di San Vittore, il Chiostro-3
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Cenobio di San Vittore, tracce di affreschi del '200 nella Chiesa romanica-4
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Cenobio di San Vittore, tracce di affreschi del '200 nella Chiesa romanica-2
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Cenobio di San Vittore, tracce di affreschi del '200 nella Chiesa romanica-1
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Cenobio di San Vittore, tracce di affreschi del '200 nella Chiesa romanica-3
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Cenobio di San Vittore, nel Chiostro lapide ricordo di Giuseppe Roncalli
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Cenobio di San Vittore, il Chiostro-4

4 thoughts on Il Cenobio di San Vittore sorge sul Monte Giardino, sopra Bologna

    • Ciao Graziella e bentornata. Hai visto che bel luogo, quasi sconosciuto, pur essendo vicinissimo alla città. Potremmo trasferirci la sede del circolo in attesa dei restauri.

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