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Genius Bononiae a Palazzo Pepoli Vecchio

Genius Bononiae a Palazzo Pepoli Vecchio

La Famiglia Pepoli è presente a Bologna fin dal secolo XII. Proveniente dalla campagna imolese, si insedia nella zona del Cambio, l'attuale Piazza della Mercanzia, ed esercita il commercio delle stoffe, poi sostituito dall'attività bancaria, tanto redditizia da rendere i Pepoli una delle famiglie più ricche d’Italia, con possedimenti persino in Puglia e Sicilia. Tale ricchezza si manifesta nei due palazzi edificati lungo il corso della via Castiglione, uno di fronte all'altro, un vero e proprio personale quartiere urbano. Primo tassello, Palazzo Pepoli vecchio. La sua storia inizia nel 1276, quando Romeo Pepoli acquista le prime costruzioni lungo l'alveo del canale Savena. Il palazzo viene poi edificato da Taddeo Pepoli nel 1344, quando la famiglia assume la Signoria sulla città. È sempre stato abitato da alcuni rami della famiglia, che lo rimaneggiarono, ma sempre lasciando evidente la struttura medioevale. Dopo la signoria, la famiglia diviene senatoria nel 1506.

Dal 28 gennaio 2012 ospita la mostra permanente Museo della storia di Bologna (Genius Bononie), che si ripropone di rappresentare la storia cittadina, dalla Felsina etrusca, fino ai nostri giorni. Il visitatore è accompagnato in un viaggio immaginario attraverso le trasformazioni di Bologna, lungo un percorso che mette in risalto le peculiarità della storia della città con la rivisitazione dei personaggi, delle istituzioni, delle costruzioni e degli eventi che ne hanno determinato i tratti caratteristici, come oggi li osserviamo. Gli attuali numeri civici 6 e 8 sono realizzati nel Trecento, mentre il n. 10 viene edificato successivamente, nel 1723. Romeo Pepoli acquista, a partire dal 1276, possessi immobiliari nella zona che si trovava allora appena fuori le mura di selenite, in prossimità della Croce delle Vergini o di Sant'Agata, antichissima croce stradale, che si vuole posta da San'Ambrogio a presidio della città. Al limite meridionale degli edifici si trovava il cosiddetto Vivarium o peschiera dell'abbazia di Santo Stefano, prosciugato nel corso del XII secolo, dove sorgevano le rimesse e le stalle dei Pepoli. Grazie a successivi acquisti immobiliari la famiglia estese a poco a poco la proprietà, creando un vero e proprio quartiere urbano. Romeo riuscì a trasformare la sua potenza economica in potenza anche politica. Salito ai vertici del governo locale fu poi costretto a fuggire, bandito dalla città. La gloria tornò con il figlio Taddeo, rientrato a Bologna dopo un esilio di 16 anni. Nel 1337 divenne di fatto il primo signore di Bologna, anche se non volle mai assumerne il titolo. Fu il popolo stesso ad eleggerlo. Per avere il sostegno degli altri signori, Pepoli concedeva donativi, spesso a spese del Comune, cariche pubbliche e condoni di pene. Per sé non volle castelli o edifici appariscenti, ma optò per un palazzo che, pur essendo imponente, si integrasse nel tessuto urbano. Venne eretto nel 1344 sulla base delle case già acquistate. Ne fece all'esterno un forte austero, protetto da fossato e ponti levatoi, all'interno una dimora di rappresentanza, con cortile nobile, scalone scenografico, salone per ricevimenti, decorazioni in stucco ricche e sfarzose. Alla morte di Taddeo nel 1347, i suoi figli non seppero seguirne la strada e vendettero Bologna ai Visconti di Milano. Nel 1360 la Santa Sede recuperò il controllo di Bologna e confiscò il palazzo assegnandolo alla Camera apostolica che ne fece la sede del Collegio Gregoriano. A partire dal 1474 l'edificio torna nelle mani dei Pepoli. Nel 1910, alla morte di Agostino Siero Pepoli, il palazzo venne ceduto al Comune con il patto di renderlo aperto al pubblico, permettendo di ammirare le collezioni d'arte. Nel 1913-1914 l'edificio fu venduto alla Cassa di Risparmio, che già dal 1910 aveva acquisito da privati altre parti del complesso. Nel corso del XX secolo furono realizzati numerosi lavori di restauro supervisionati da Guido Zucchini (fonte: articolo pubblicato da Repubblica Bologna, il 15 giugno 2010).

Le fotografie

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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-1-2
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Cappella di San Michele Arcangelo, tomba di Taddeo Pepoli, Basilica di San Domenico, Bologna,_
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Palazzo Pepoli vecchio, Agostino Carracci, ritratto di vecchia, 1590 circa
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Palazzo Pepoli vecchio, aimondo Muratori, Ritrato di Marco Minghetti, 1879
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Palazzo Pepoli vecchio, Amico Aspertini, Nascita della Vergine, 1520
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Palazzo Pepoli vecchio, Anonimo bolognese del sec. XVI, Carlo V e San Giacomo. post 1530
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Palazzo Pepoli vecchio, Anonimo Bolognese, il ponte della via Cavaliera e il canale delle Moline, 1852
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Palazzo Pepoli vecchio, Anonimo bolognese, Territorium Planum Bononiense, 1630 circa
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Palazzo Pepoli vecchio, Autografo di W.A.Mozart durante il suo soggiorno a Bologna
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Palazzo Pepoli vecchio, Bartolomeo Passarotti, Ritratto allegorico di Ulisse Aldrovandi, 1575
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Palazzo Pepoli vecchio, Bartolomeo Cesi, Ritratto del poggio di Papa Clemente VIII, 1598
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-3
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-4
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-7-2
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-8-2
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-9
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-10
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-18
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-19-2
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-20
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-22
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-23
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-24-2
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-33
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-34
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-39
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-40
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-45
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-46
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-48
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-49
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-50
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-52
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-54-2
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-56
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-58
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-59
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-60
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-61
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-62
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Palazzo Pepoli vecchio, Bologna-63
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Palazzo Pepoli vecchio, Egidio Albornoz (1310-1367), costruì il Collegio di Spagna_
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Palazzo Pepoli vecchio, Ercole de' Roberti, Ritratto di Giovanni II Bentivoglio, 1486
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Palazzo Pepoli vecchio, Ercole Procaccini il Vecchio (attr.), Sposalizio mistico di Santa Caterina, II meta' XVI sec
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Palazzo Pepoli vecchio, Francesco Raibolini detto il Francia, Madonna Annunziata, 1500 circa
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Palazzo Pepoli vecchio, Giovanni Barbieri detto il Guercino, Madonna con Bambinino, prima meta' XVII sec
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Palazzo Pepoli vecchio, la parte antica del 300
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Palazzo Pepoli vecchio, Lorenzo Costa, Adorazione del bambino Gesù, 1505 circa
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Palazzo Pepoli vecchio, Luigi Crespi, La Madonna che da' l'abito ai sette Fondatori l'ordine dei Serviti, mata' XVIII sec
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Palazzo Pepoli vecchio, Luigi Scaramuccia detto il Perugino, L'incoronazione di Carlo V
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Palazzo Pepoli vecchio, Nicola Bertuzzi, La Madonna (di San Luca)
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Palazzo Pepoli vecchio, nnibale Carracci, Ritratti di donna cieca, 1590-92
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Palazzo Pepoli vecchio, Prospero Fontana, Madonna con Bambino, 1539-40
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Palazzo Pepoli vecchio, Vitale da Bologna, Madonna del ricamo, 1330-1340
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Simone di Filippo dei Crocefissi, San Petronio e Sant'Ambrogio

9 thoughts on Genius Bononiae a Palazzo Pepoli Vecchio

  1. Guido, bellissime come sempre le foto e, mi sembra, bellissimo questo museo della storia.
    Spero che facciate di nuovo questa visita…
    gabriella

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