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I Pepoli Signori di Bologna

I Pepoli, Signori di Bologna

La Famiglia Pepoli è presente a Bologna fin dal secolo XII. Proveniente dalla campagna imolese, si insedia nella zona del Cambio, l'attuale Piazza della Mercanzia, ed esercita il commercio delle stoffe, poi sostituito dall'attività bancaria, tanto redditizia da rendere i Pepoli una delle famiglie più ricche d’Italia, con possedimenti persino in Puglia e Sicilia. Tale ricchezza si manifesta nei due palazzi edificati lungo il corso della via Castiglione, uno di fronte all'altro, un vero e proprio personale quartiere urbano.

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Primo tassello, Palazzo Pepoli vecchio, edificato lungo l'alveo del canale Savena per volere di Taddeo Pepoli nel 1344, quando la famiglia assume la Signoria sulla città.

Dopo la Signoria, la Famiglia diviene senatoria nel 1506.

Palazzo Pepoli nuovo sorge per volontà di Odoardo Pepoli nel tardo Seicento, a partire dal 1653. La fronte su via Castiglione viene attribuita al disegno di Giovanni Battista Albertoni. Questo palazzo, come il vecchio, presenta una struttura a condominio nobile molto vasta, unificato dal nome dalla famiglia, in cui sono definite le parti comuni, ad iniziare dallo scalone d’onore a pianta quadrangolare, sul lato destro del cortile interno, adornato in alto da cornici ovali in stucco raffiguranti I fatti di casa Pepoli, opera di Domenico Maria Canuti (1665). Comuni sono anche le dispense (credenza), le cucine, la cavallerizza e soprattutto la gran sala senatoria ad uso pubblico del palazzo, a disposizione di quel membro della famiglia che occupa il seggio senatorio. Sul soffitto del salone d’onore, lo stesso Canuti esegue l'affresco Apoteosi di Ercole nell'Olimpo, sullo sfondo delle quadrature dipinte da Domenico Santi detto il Mengazzino. Le altre sale dell’appartamento sono decorate da dipinti di prestigio dei fratelli Giuseppe e Antonio Rolli, di Giuseppe Maria Crespi, detto lo Spagnolo, che con il suo stile anticonvenzionale realizza per il conte Ercole in due stanze Il Trionfo di Ercole (le Stagioni) e l'Olimpo. Infine Donato Creti conclude questa carrellata in una sala successiva con un ardito scorcio raffigurante Alessandro che taglia il nodo gordiano su commissione appunto del conte Alessandro. Oggi questo complesso ospita la Pinacoteca nazionale di Bologna.

Le fotografie

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Palazzo Pepoli Campogrande, G.M.Crespi, Sala dell'Olimpo-3
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Palazzo Pepoli Campogrande
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Palazzo Pepoli Campogrande, Trionfo di Felsina, G.A.Rolli
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Palazzo Pepoli Campogrande, Trionfo di Felsina, G.A.Rolli-4
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Palazzo Pepoli Campogrande, Trionfo di Felsina, G.A.Rolli-3
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Palazzo Pepoli Campogrande, Trionfo di Felsina, G.A.Rolli-2
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Palazzo Pepoli Campogrande, Scalone d'onore
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Palazzo Pepoli Campogrande, Salone d'onore, D.M.Canuti
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Palazzo Pepoli Campogrande, Salone d'onore, D.M.Canuti-5
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Palazzo Pepoli Campogrande, Salone d'onore, D.M.Canuti-4
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Palazzo Pepoli Campogrande, Salone d'onore, D.M.Canuti-3
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Palazzo Pepoli Campogrande, Salone d'onore, D.M.Canuti-2
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Palazzo Pepoli Campogrande, Salone d'onore, D.M.Canuti-2-2
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Palazzo Pepoli Campogrande, G.M.Crespi, Sala dell'Olimpo
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Palazzo Pepoli Campogrande, G.M.Crespi, Sala dell'Olimpo-4
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Palazzo Pepoli Campogrande, G.M.Crespi, Sala dell'Olimpo-2
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Palazzo Pepoli Campogrande, G.M.Crespi, Le quattro stagioni
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Palazzo Pepoli Campogrande, G.M.Crespi, Le quattro stagioni-4
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Palazzo Pepoli Campogrande, G.M.Crespi, Le quattro stagioni-4-2
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Palazzo Pepoli Campogrande, Donato Creti, Alessandro taglia il nodo gordiano
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Palazzo Pepoli Campogrande, Donato Creti, Alessandro taglia il nodo gordiano-3
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Palazzo Pepoli Campogrande, Donato Creti, Alessandro taglia il nodo gordiano-2
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Palazzo Pepoli Campogrande, Domenico Maria Canuti
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Palazzo Pepoli Campogrande, Cortile interno
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Palazzo Pepoli Campogrande-20

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