Bologna, data di pubblicazione.

[Immagine singola non trovata]Cari amici che mi seguite su questo blog, sono costretto a lasciarvi per qualche tempo: come recita il titolo, il mio cuore è “provato” da un pò di tempo da eventi di diversa origine ed è quindi necessario ridisegnarne le linee essenziali.

[Immagine singola non trovata]

Vi abbraccio tutti fortissimo, e vi aspetto ancora qui, al mio ritorno, per farvi vederere con i miei occhi fotografici tanti bei posti nuovi.

Grazie a tutti, mi siete molto vicini e lui, il cuore, lo sente tanto.

Bologna, 29 febbraio 2012

Dopo la prima visita di fine gennaio, sono tornato volentieri, col nostro Circolo Aziendale, a Palazzo Leoni, per meglio cogliere i particolari dei suoi saloni che ospitano la Biblioteca dell’Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna. L’edificio fu acquistato nel 1549 da Camillo Leoni Nordoli e la sua caratteristica, dal punto di vista artistico, è quella di ospitare due fregi raffiguranti il secondo ed il quarto libro dell’Eneide, dedicati rispettivamente a La Guerra di Troia e alla storia di Enea e Didone.

01 Bologna, Palazzo Leoni da via Mentana 17 Bologna, Palazzo Leoni   02 Bologna, Palazzo Leoni

03 Bologna, Palazzo Leoni

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Nel salone si succedono sedici riquadri (diciotto in origine, compreso il camino), intervallati da putti e leoni, con gli episodi del II libro del poema.

04 Bologna, Palazzo Leoni 05 Bologna, Palazzo Leoni 06 Bologna, Palazzo Leoni 07 Bologna, Palazzo Leoni

08 Bologna, Palazzo Leoni 09 Bologna, Palazzo Leoni 11 Bologna, Palazzo Leoni 12 Bologna, Palazzo Leoni

18 Bologna, Palazzo Leoni

10 Bologna, Palazzo Leoni 13 Bologna, Palazzo Leoni

14 Bologna, Palazzo Leoni 15 Bologna, Palazzo Leoni 16 Bologna, Palazzo Leoni

19 Bologna, Palazzo Leoni

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Nell’antisala le storie del IV libro sono suddivise in dodici scomparti, alternati a figure femminili introdotte  in funzione di  “termini”.

20 Bologna, Palazzo Leoni 21 Bologna, Palazzo Leoni 22 Bologna, Palazzo Leoni

23 Bologna, Palazzo Leoni 24 Bologna, Palazzo Leoni 25 Bologna, Palazzo Leoni 26 Bologna, Palazzo Leoni

27 Bologna, Palazzo Leoni 28 Bologna, Palazzo Leoni

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Il ciclo si presenta come una traduzione pittorica assolutamente fedele del testo virgiliano. In questa caratteristica consiste l’aspetto più interessante dei fregi Leoni, che propongono in scala monumentale la sequenza narrativa tipica del libro illustrato Gli affreschi furono attribuiti inizialmente a Nicolò dell’Abate. In realtà, è probabile che per il complesso pittorico, eseguito verosimilmente da più artisti, Nicolò avesse lasciato studi preparatori, come nel caso del riquadro con L’ingresso dell’esercito greco nella città di Troia, ispirato all’edizione giolitina dell’Orlando Furioso del 1542, nota al maestro. La prima sala venne realizzata credibilmente verso la fine degli anni ‘50; forse di poco successiva è l’antisala, dove figurano citazioni dal Camerino dell’Eneide affrescato da Ercole Procaccini nella Rocca Sanvitale di Sala Baganza (1556), riprese probabilmente da un giovane Orazio Samacchini. L’erudizione dell’iconografia rispecchia la cultura accademica del padrone di casa. Altrettanto colta è la decorazione più tarda che corre sotto al fregio del salone. Qui si alternano iscrizioni latine che commentano figure della letteratura emblematica e in particolare degli Hieroglyphica di Pierio Valeriano, presenti, insieme a numerosi altri testi, nella ricchissima biblioteca documentata nell’Archivio Leoni.
Nel 1709, con l’estinzione in linea maschile della famiglia, il palazzo passò al conte Pier Paolo Malvezzi Locatelli, che nel 1706 aveva sposato Maria Caterina Leoni. Dal matrimonio nacque il cardinal Vincenzo Malvezzi Locatelli, che fu presidente dell’Accademia Filarmonica. Nella seconda metà del  Settecento nel salone venne allestito il teatro dell’Accademia dei Ravvivati, fondata da Francesco Albergati Capacelli. Successivamente, il pittore Giuseppe Sedazzi subentrò nella proprietà del palazzo, che diventò sede della Corte d’Assise prima di passare alla famiglia Marchesini e quindi al Collegio di Spagna, attuale proprietario dell’edificio.
Fonte: Scheda storico artistica a cura di Elisabetta Landi, dell’IBC.


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